bassasARToria

 

E' il nostro laboratorio della stoffa, tutto al femminile, che da qualche anno tengo al BLU CAMMELLO,

centro d’igiene mentale a Livorno. Il progetto nasce dal desiderio di dare spazio alla poetica di quella strana e sensibile condizione umana chiamata follia, attraverso una pratica ancestrale, il fare, con

un materiale antico e famigliare,

il tessile, materiale antico, concepito per costruire manufatti per la cura di sé e degli altri, per coprirsi, per difendersi, per agghindarsi, per costruire case e rendere accoglienti gli ambienti in cui si vive.

La produzione di questi manufatti tessili, oggetti rituali e artistici, realizzati con abilità e saperi preziosi, spesso collettivi, sono patrimonio quasi esclusivamente femminile e nascono dalla necessità di raccontare storie, di tramandare, di comunicare, di prendersi cura di persone e di cose.

Questo fare femminile collettivo, ha permesso alle donne del laboratorio di scoprire e condividere

le loro capacità manuali e la forza miracolosa del gruppo che ha dato ad ogni donna la possibilità di elaborare un proprio segno riconoscibile.

 

bassasartoria

è un piccolo progetto estetico che nasce dall’incertezza e dalla fragilità delle emozioni …

…più importanti e più forti delle ragioni

un percorso di frammenti di alfabeti nuovi di sorprese inaspettate

di piccoli gesti ripetuti

un lento lavoro che si dedica al delicato affiorare di emozioni e colori

esperienze quotidiane che producono oggetti sentimentali che vogliono stabilire una relazione...

 

Giocare con il quotidiano: un rito scaramantico che consente di ridare il nome a quella fatica di vivere.

sono piccoli Oggetti terapeutici che testimoniano i piccoli gesti abituali di un gruppo di donne

per le quali il “fare” diventa cura, oggetti di stoffa, cucite, colorate, ricamate, inoffensive,

efficaci anticorpi per allontanare paura e pregiudizio.

 

Questo progetto gioca sul terreno dell’incontro, un percorso raccontato attraverso i gesti di un lavoro lento,

che non segue le regole del mondo, ma esprime una poetica forte che racconta la fragilità, l’instabilità, la lentezza… la cura di se, degli altri e delle cose.

questo lavoro ci ha portato a partecipare a molte mostre e a collaborare con altri gruppi artistici.